La domanda che quasi nessuno fa quando si parla di BIM
Negli ultimi anni il BIM edilizia è diventato una parola chiave inevitabile nel settore delle costruzioni. Appare nei bandi pubblici, nei capitolati informativi, nei corsi di formazione e nei siti degli studi di progettazione.
Eppure, dietro l’acronimo Building Information Modeling, esiste un equivoco sempre più evidente. Il BIM è davvero uno strumento per migliorare il progetto, oppure è diventato una nuova forma di rappresentazione digitale?
Molti edifici oggi sono modellati in BIM, ma pochi sono realmente gestiti attraverso il BIM. La differenza è enorme.
Leggi anche “Dal BIM al Digital Twin: quando ha senso e quanto costa“
Il BIM non nasce per fare modelli
Il BIM nasce come metodologia informativa, non come strumento grafico.
Secondo la norma internazionale ISO 19650, il BIM è un sistema di gestione delle informazioni lungo tutto il ciclo di vita dell’opera: dalla progettazione alla costruzione fino alla gestione.
Fonte: ISO 19650 – Organization and digitization of information about buildings and civil engineering works.
Questo significa che il BIM dovrebbe:
- integrare dati multidisciplinari,
- coordinare progettisti, imprese e committenza,
- supportare la gestione futura dell’edificio.
Ma nella pratica accade spesso altro.
Il grande equivoco del BIM edilizia
in molti progetti BIM significa semplicemente:
- modello tridimensionale
- rendering evoluto
- elaborati coordinati
Tutto utile, certamente, ma non è BIM nel senso pieno del termine.
Il vero valore della metodologia BIM sta nella gestione delle informazioni, non nella geometria. Eppure il mercato continua a premiare soprattutto la parte visiva.
Leggi anche “BIM edilizia: fa risparmiare davvero. Giusto?“
BIM opere pubbliche: obbligo normativo o opportunità?
Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e i precedenti decreti attuativi hanno introdotto l’obbligo progressivo di utilizzo del BIM per gli appalti pubblici sopra determinate soglie economiche.
Fonti:
- D.Lgs. 36/2023 – Codice dei Contratti Pubblici.
- Decreto BIM (DM 560/2017 e successive modifiche).
Questo passaggio ha avuto un effetto importante, perchè ha accelerato l’adozione del BIM nelle opere pubbliche. Ma ha generato anche un problema.
Molti progetti BIM nascono oggi per adempiere a un requisito di gara, non per migliorare realmente il processo.
E quando il BIM diventa solo una formalità, perde gran parte del suo potenziale. [Vuoi approfondire l’argomento, leggi anche “BIM opere pubbliche: perché molti lo usano male (e come evitarlo)“
I veri vantaggi del BIM (quando è usato davvero)
Quando la metodologia è applicata correttamente, il BIM produce benefici concreti.
Secondo diversi studi del National Institute of Building Sciences (NIBS) e del McKinsey Global Institute, l’uso efficace del BIM può portare a:
- riduzione degli errori progettuali,
- minore conflittualità tra discipline,
- riduzione dei tempi di coordinamento,
- migliore controllo dei costi.
Fonti:
- National Institute of Building Sciences – BIM Guide,
- McKinsey Global Institute – Reinventing Construction Report.
Uno dei vantaggi più evidenti riguarda la clash detection, ovvero l’individuazione preventiva delle interferenze tra impianti, strutture e architettura.
Individuare un conflitto in fase di progetto costa poco. Individuarlo in cantiere costa molto di più.
L’altra faccia della medaglia
Non tutto ciò che riguarda il BIM è semplice.
La metodologia richiede:
- formazione avanzata,
- coordinamento informativo,
- definizione chiara dei ruoli,
- governance dei dati.
in altre parole, il BIM è prima di tutto un cambiamento organizzativo. Questo è il punto più difficile da accettare.
Molte aziende adottano il BIM come software, ma non cambiano il modo di lavorare.
Il risultato? Modelli complessi, ma processi invariati.
Dal BIM al Digital Twin: la promessa successiva
Negli ultimi anni il dibattito si è spostato verso un nuovo concetto: il Digital Twin.
Il digital twin edifici è una replica digitale dell’edificio reale, aggiornata attraverso dati provenienti da sensori e sistemi di monitoraggio.
Secondo la Digital Twin Consortium, un digital twin consente di:
- monitorare le prestazioni dell’edificio,
- prevedere guasti e manutenzioni,
- simulare scenari futuri.
Leggi anche “BIM per la manutenzione predittiva: casi e strumenti” e “Dal BIM al Digital Twin: quando ha senso e quanto costa“.
Fonte:
- Digital Twin Consortium – Definition and Framework.
In teoria, il Digital Twin rappresenta l’evoluzione naturale del BIM. In pratica, però, la sua applicazione reale è ancora limitata.
Digital Twin edifici: opportunità o hype tecnologico?
Implementare un digital twin richiede:
- infrastruttura dati,
- sensori IoT,
- piattaforme di analisi,
- gestione continua delle informazioni.
Non tutti gli edifici hanno bisogno di questo livello di complessità. Per molte opere, il costo di implementazione può superare i benefici.
Il rischio è lo stesso già visto con il BIM, cioè quello di trasformare uno strumento potente in una moda tecnologica.
Il vero punto: tecnologia o metodo?
La domanda iniziale torna quindi centrale. Il BIM edilizia è uno strumento tecnico oppure una foglia di fico digitale?
La risposta dipende da come viene utilizzato.
Se il BIM è solo:
- un modello,
- un requisito di gara,
- una consegna contrattuale.
allora diventa un esercizio formale.
Se invece il BIM diventa:
- governance delle informazioni,
- coordinamento multidisciplinare,
- supporto alla gestione futura.
allora cambia davvero il progetto.
Il ruolo degli studi di architettura
In questo scenario, il ruolo degli studi tecnici non è soltanto quello di produrre modelli, ma è quello di interpretare la metodologia.
Uno studio che utilizza seriamente il BIM deve essere in grado di:
- definire un BEP (BIM Execution Plan) efficace,
- strutturare un ambiente CDE (Common Data Environment),
- coordinare discipline e flussi informativi.
Non si tratta solo di tecnologia, ma si tratta di cultura del progetto.
Conclusione
Il BIM non è la soluzione a tutti i problemi del settore delle costruzioni.
Ma può diventare uno strumento decisivo se viene utilizzato per ciò che è davvero, un metodo di gestione delle informazioni.
Nel prossimo decennio, la differenza non sarà tra chi usa il BIM e chi non lo usa. Sarà tra chi lo utilizza per produrre modelli e chi lo utilizza per governare il progetto.
E forse la domanda più utile da fare oggi non è: “State lavorando in BIM?”
Ma: “State davvero lavorando con le informazioni?”
Fonti
- ISO 19650 – Organization and digitization of information about buildings and civil engineering works
- D.Lgs. 36/2023 – Codice dei Contratti Pubblici
- DM 560/2017 – Decreto BIM
- National Institute of Building Sciences – BIM Guide
- McKinsey Global Institute – Reinventing Construction
- Digital Twin Consortium – Digital Twin Definition and Framework